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Ipotesi di un mondo migliore.

È indubbio che i momenti di difficoltà, quelli più duri, quelli che ci mettono alla prova nel profondo e che eradicano le nostre paure ancestrali per gettarcele in faccia, sono anche quelli, storicamente, che contengono in sé le più grandi opportunità.

Il paese Italia si è fermato, anzi no, ha rallentato la sua corsa. La cosiddetta Pandemia ha coinvolto l’intero mondo e, volenti o nolenti siamo costretti a reinventarci.

Allora sorge spontanea la domanda, come sarà il mondo dopo il coronavirus? Cosa succederà all’economia del paese, del mondo?

A questa domanda non possiamo rispondere, ma possiamo immaginarci il nostro futuro, lo dovremmo già fare, proprio perché è risaputo che il piano mentale precede quello materiale, e così dovremmo immaginarcelo, costruirlo nella nostra mente.

Quale migliore occasione per ripensare un mondo migliore?

Il coronavirus ci dà l’opportunità di ripartire, azzerare il contatore e ricominciare nella direzione giusta. Questa, lasciatelo dire, è un’occasione da non perdere!

Le ripercussioni economiche sono e saranno ingenti, in primis la catena di distribuzione delle merci, che a causa dei blocchi delle nazioni, provocherà l’impossibilità delle merci di circolare liberamente tra gli stati. Quale miglior occasione per incentivare e far fiorire le filiere corte, il chilometro zero, la produzione locale e made in Italy, le coltivazioni biologiche, l’economia circolare, le varie opzioni per rendersi più autonomi in modo più sano e sostenibile?

I governi dovrebbero davvero farsi queste domande e approfittare del momento di transizione in corso che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Il momento di agire è ora.

Il modello da utilizzare è come quello della casa sostenibile, cioè una casa fatta in modo da ridurre i consumi e che è in grado, con l’energia verde, di far fronte alle proprie necessità energetiche.

La casa sostenibile è fatta con la bio-edilizia e sfrutta le energie rinnovabili. In pratica taglia gli sprechi, usa materiali eco sostenibili ed è energeticamente auto sufficiente, non produce dunque inquinamento ed ha un impatto ambientale pari zero.

Lo stesso modello potrebbe essere visto in larga scala e applicato sulla intera nazione. Un macrocosmo in un microcosmo. Incentivando la produzione locale, riducendo la circolazione delle merci, adottando energia pulita per i trasporti, favorendo i piccoli coltivatori e sostenendo le aziende bio che producono cibi di alta qualità, cercando di creare circoli virtuosi.

Alcuni hanno ipotizzato anche iniezioni di moneta virtuale come italiachecambia.org :

Considerato che il denaro nel mondo contemporaneo è un concetto completamente artificiale ed avulso da ogni relazione con valori materiali e reali (vedi questa impressionante visualizzazione), se il governo italiano ardisse sperimentare una soluzione innovativa e mettesse in circolazione una moneta virtuale, ad uso interno, in parallelo con l’euro, ne elargisse una quota per ciascun cittadino ed una, più lauta, per ogni azienda in base alle dimensioni, il sistema potrebbe consentire una ripresa dell’economia del dopo-corona basata sull’interscambio locale che avrebbe il potenziale di far ripartire il motore inceppato della nazione.